Pompei

La prima lettera di Plinio il Giovane a Tacito

“Il 24 agosto, verso l’una del pomeriggio, mia madre lo informa che spuntava una nube fuori dell’ordinario sia per la grandezza sia per l’aspetto. Egli dopo aver preso un bagno di sole e poi un altro nell’acqua fredda, aveva fatto uno spuntino stando nella sua brandina da lavoro ed attendeva allo studio; si fa portare i sandali e sale in una località che offriva le migliori condizioni per contemplare il prodigio. Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale montagna [si seppe poi che era il Vesuvio]: nessun’altra pianta meglio del pino ne potrebbe riprodurre la forma. Infatti slanciatosi in su in modo da suggerire l’idea di un altissimo tronco, si allargava poi in quelli che si potrebbero chiamare dei rami, credo che il motivo risiedesse nel fatto che, innalzata dal turbine subito dopo l’esplosione e poi privata del suo appoggio quando quello andò esaurendosi, o anche vinta dal suo stesso peso, si dissolveva allargandosi; talora era bianchissima, talora sporca e macchiata…”

L’incredibile, intero resoconto della morte di Plinio il Vecchio qui:

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Pompei, gli abitanti ed il vino

 

La tenuta Bosco de’ Medici si estende in un sito, nell’immediato suburbio dell’antica città, fuori dalla cosiddetta Porta Sarno.

Da quest’ultima, un tempo, si estendeva la “chora” pompeiana, ovvero il terreno ad uso agricolo, che per lo più era destinato a vigneti e uliveti.

Un territorio di ampie dimensioni, costellato da vere e proprie aziende agricole, le vestigia di una delle quali, Villa Regina (Boscotrecase), è ancor oggi visibile a testimonianza di un florido mercato legato alla vitivinicoltura, già all’apogeo dell’epoca romana.

Strutture rustiche, vere e proprie Winery ante litteram, che arrivavano a produrre anche 30.000 litri di vino l’anno.

Vini, da uve aminee, murgentine, pompeiane, che rappresentavano il fiore all’occhiello della Campania Felix ed erano protagonisti di simposi e banchetti, in tutto il mediterraneo antico.

Pompei Oggi

Gli scavi di Pompei e del complesso del parco archeologico vesuviano costituiscono una straordinaria testimonianza del mondo antico grazie allo stato di conservazione della città, rimasta praticamente intatta dopo l’eruzione che la colpì nel 79 d. C. cancellandola dal paesaggio vesuviano.

Oggi nella sola Pompei transitano circa 3,5 milioni di visitatori ogni anno.

Oltre 4 milioni se si tiene in considerazione la totalità dei siti archeologici vesuviani.