Vesuvio

Il Vulcano d’Europa

 

L’origine indoeuropea del nome Vesuvio è da ricercare nelle radici “aues” (illuminare) o “eus” (bruciare), legandosi alla sua identità vulcanica.

 

Un territorio caratterizzato e condizionato nei millenni dalla presenza di un  vulcano che ha rappresentato e rappresenta un elemento fortemente condizionante di tutte le attività umane dell’area.

 

Un vulcano, l’unico ancora attivo in Europa Continentale, la cui reiterata attività ha reso i suoli particolarmente interessanti per le attività agricole.

Territorio

 

I terreni vulcanici, ricchi di ceneri e lapilli, di potassio e microelementi rappresentano la culla di molti vitigni campani, una regione che ha nel Vesuvio uno dei suoi simboli, che l’ha reso famosa nel mondo.

I terreni vulcanici hanno genesi eterogenee. Le manifestazioni di tipo esplosivo producono ceneri e pomici che, a causa della loro leggerezza, non si accumulano lungo le pendici del vulcano, prede di fenomeni erosivi. I suoli che si formano da questi depositi di materiali piroclastici sono profondi, leggeri, astrutturati, poveri di sostanza organica, con presenza di scheletro che deriva da lapilli e “bombe”.

È il caso del Vesuvio i cui terreni sono pervasi da un importante strato di ceneri vulcaniche; queste condizioni completate dalla regolazione climatica del vicino mar Tirreno donano ai vini mineralità, freschezza e complessità uniche che hanno reso famoso il vino campano in tuto il mondo.

I Vini Vesuviani

Le antiche tradizioni enologiche della intera area vesuviana trovano origine con Aristotele (filosofo greco vissuto tra il 3° ed il 2° secolo a.C.). il quale sostiene che i Tessali – antico popolo della Magna Grecia – impiantarono le prime viti nella zona Vesuviana allorché, nel 5° secolo a.C. si stabilirono in Campania.

Coda di volpe viene descritto già da Vincenzo Semmola, e da Gasparrini 1844 mentre il Piedirosso veniva descritto da Plinio nella sua “Naturalis Historia” ma anche da Columella nel 1804 e da Semmola 1848, Froio (1875), Arcuri e Casoria (1883).

Uno sguardo attento, ancorché alla geografia della Campania coglie immediatamente la presenza di due fulcri geologici di origine vulcanica fondamentali per comprendere l’origine, evoluzione e le caratteristiche della viticultura campana. Il complesso Somma – Vesuvio e il sistema vulcanico dei Campi Flegrei. Proprio questi due nuclei geografici rappresentano oggi gli ambienti ideali e più ricchi di varietà di viti e di tradizioni colturali ad esse associate.